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La riserva Naturale di Santa Ninfa
La Riserva "GROTTA DI SANTA NINFA"
La
Grotta di Santa Ninfa si trova nei pressi dell’abitato omonimo,
all’interno di un altopiano gessoso che, per diffusione e varietà
dei fenomeni carsici presenti, rappresenta un’area di grande
interesse geomorfologico, unica in Italia. La continuità
dell’altopiano è frequentemente interrotta dalla presenza di faglie,
che ne provocano lo smembramento in diversi blocchi. Il paesaggio
è estremamente suggestivo e vario per la presenza di doline, inghiottitoi,
risorgive e di microforme carsiche denominate karren. Le doline,
che ricoprono pressocché uniformemente le aree di affioramento dei
gessi, sono depressioni chiuse di forma semi-circolare, da tempo
coltivate. I karren sono costituiti da scanalature su superfici
rocciose esposte all’erosione meccanica del vento e dell’acqua e
alla dissoluzione chimica. E possibile ammirare questi fenomeni
in forme con dimensioni variabili da alcuni centimetri (rillenkarren)
alla decina di metri circa (rinnenkarren). Nei comprensorio di Santa
Ninfa sino ad oggi sono note circa 40 cavità, delle quali 22 sono
state esplorate e rilevate.
L’ingresso della Grotta di Santa Ninfa è ubicato alle pendici
dell’altopiano gessoso e l’intero complesso sotterraneo, con andamento
prevalentemente orizzontale, presenta uno sviluppo di circa 1350
m e un dislivello di poco meno di 30 m. La cavità presenta due
sistemi di gallerie sovrapposte, uno superiore fossile e uno inferiore
caratterizzato da scorrimento idrico, a testimonianza dell'evoluzione
nel tempo di un corso d'acqua sotterraneo che tuttora scorre nelle
gallerie più profonde. I livelli fossili sono interessati dalla
presenza di concentrazioni di diversa natura mineralogica, anche
se essenzialmente composte da calcite (stalattiti, cortine, pisoliti)
e gesso (infiorescenze parietali).
Dal ramo fossile si accede a quello attivo attraverso un grande
ambiente di crollo. II torrente sotterraneo scompare a valle in
un laminatoio riemergendo dalla risorgente attiva ubicata 25 m più
in basso dell’attuale ingresso della grotta.
In superficie la riserva si estende sull’area della valle cieca
del Biviere, una depressione carsica con un’imponente inghiottitoio
in cui scompare un corso d’acqua superficiale che alimenta la grotta.
La tutela dell’evoluzione carsica in atto rappresenta una delle
motivazioni principali di istituzione della riserva.
COME RAGGIUNGERE LA RISERVA NATURALE
La riserva è raggiungibile dall’autostrada A29 Palermo - Mazara
dei Vallo, uscendo allo svincolo di S. Ninfa o di Salemi, proseguendo
lungo la SS 119 oltre l’abitato di Santa Ninfa ed in direzione delle
rovine di Gibellina.
La grotta si trova all’altezza del km 39,500, a valle della strada.
Per informazioni e prenotazioni visite:
Ufficio della Riserva Naturale Integrale Grotta di Santa Ninfa
Via Sant’Anna, 101 - 91029 Santa Ninfa (TP)
tel. 0924 62376 - fax 0924 62360
e-mail: ninfagro@centrocomp.it
Oltre all’escursione nella riserva si consiglia la visita:
- alla necropoli paleocristiana di Monte Finestrelle e all’adiacente
museo etno-antropologico sulla civiltà contadina allestito dal Corpo
Forestale;
- ai paesi della Valle del Belice e in particolare alle rovine
di Gibellina;
- alla riserva naturale delle Foci del Belice in territorio di
Castelvetrano;
- al parco archeologico di Selinunte.
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