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  • Trapani, Provincia Naturale dell'Artigianato

    La ceramica artistica

    Sin da epoca assai remota, l'arte della ceramica ha costituito una delle più importanti "industrie" isolane. Già prima dei Greci - capaci di straordinarie creazioni - le popolazioni indigene della Sicilia avevano prodotto, infatti, una gran quantità di manufatti, i quali, seppure direttamente finalizzati ad un pratico uso quotidiano, erano già caratterizzati da espressivi elementi estetici, testimoni della grande originalità degli artisti che avevano dipinto motivi geometrici, astratti e figurativi, su pezzi bicromi.

    Dopo i Romani - il cui artigianato fu influenzato da quello greco - saranno, in Sicilia, gli Arabi a ridare impulso all'attività. Da questo popolo, i Siciliani apprendono la tecnica di "invetriare" il vasellame - che gli artigiani Arabi avevano già sviluppato in madrepatria - e adeguano il loro gusto al particolare ornamento. La ceramica siciliana risentirà a lungo dei particolari temi decorativi arabi - soprattutto disegni floreali e geometrici in blu, verde, giallo, porpora almeno sino al Quattrocento, quando saranno gli Spagnoli a dettare i nuovi canoni estetici. Tradizione assai antica, quindi, e anche di altissimo pregio: i "maestri d'argilla", e in specie quelli operanti dalla metà del XV e sino aria fine del XVII secolo, seppero, infatti, elevare la ceramica siciliana ad autentica ed ammirata espressione d'arte. In questo periodo furono attive nel trapanese numerose fabbriche di vasellame in terracotta - i cosiddetti stazzuni - capaci di gareggiare in termini di qualità con le produzioni delle più famose "botteghe" di Caltagirone, Palermo, Sciacca, Burgio: gli altri poli della ceramica in Sicilia.

    Piatti e boccali dai colori brillanti e preziose mattonelle

    Oltre a numerosi oggetti d'uso - come piatti e boccali dai colori brillanti, giare e scodelle internamente smaltate in caratteristico color verderame - Trapani produsse mattonelle che arricchirono le facciate delle abitazioni nobiliari, grandi e preziose pavimentazioni, raffinati pannelli in ceramica, alcuni dei quali sono conservati al Museo Pepoli.

    L'attività dei figuli trapanesi non conobbe soste sino alla fine del XVIII secolo, quando, a poco a poco, gli ultimi stazzuni chiusero i battenti. Oggi, però, quest'arte antichissima è in netta ripresa Erice e Gibellina sono i centri qualitativamente più interessanti - e fa ben sperare per il futuro.