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    I Riti della Settimana Santa: l'Aurora

    L'AURORA DI CASTELVETRANO - Sabato Santo 1717 - La funzione dell'Aurora a Castelvetrano - G.B. Ferrigno - ed. 1920

    Il Sabato Santo, al cader della tela ed al meccanico alzarsi del Cristo risorto, le campane di tutte le chiese suonano a festa e la gente, dovunque si trovi, si butta giù a baciar la terra, in segno di ringraziamento al Creatore per averla preservata fino a quel giorno....  È magnifico vedere lungo lo stradale che da Campobello conduce a Castelvetrano, quella infinita teoria di carri gremiti di vaghe donzelle, chiacchierine, vestite cogli abiti nuovi dai colori più chiassosi, recarsi allo spettacolo dell'Aurora o a quel gran brulichìo della fiera della Tagliata.

    La funzione dell'Aurora venne introdotta in Castelvetrano dai pp. Carmelitani Scalzi di Santa Teresa. Sconosciamo in quale anno precisamente abbia avuto luogo la prima volta; ma, dato che i padri di santa Teresa vennero qui nel 1660, essa non può andare oltre a tal'epoca.

    Aveva luogo il giorno di Pasqua al mattino subito uscito il sole, dice il documento che riportiamo in fine, e da ciò prese il nome di Aurora. Come si vede, si voleva far coincidere in quell'ora circa in cui secondo gli evangeli, le pie donne si recarono al sepolcro di Cristo per ungerne il corpo che non trovarono, ricevendo l'annunzio della sua resurrezione: surexit non est hic.

    A cura della Confraternita del Rosario, tra agricoltori, che portava in processione la statua della Madonna, così detta dell'Aurora, e della confraternita di san Giuseppe, tra falegnami e bottai, che portava in processione la statua di Cristo risorto e quella dell'Angelo, la funzione si svolgeva (come ora si svolge, però a cura soltanto della compagnia di san Giuseppe, per essere stata abolita la prima) nella piazza del Duomo, ed ogni sette anni nella via ora denominata Ruggero Settimo, per potervi assistere le monache del Monastero della ss. Annunziata, che di questo e di altri privilegi fruivano.