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    Trapani

    La Processione dei Misteri

    Ogni anno durante la Settimana Santa, dai pomeriggio dei venerdì fino a mezzogiorno dei sabato, senza alcuna interruzione, si svolge a Trapani una solenne processione che coinvolge per strada migliaia di persone: sono uomini, donne e bambini di ogni ceto e di ogni condizione sociale. È un tripudio di suoni e di colori, eppure l’occasione per tanta gioia e tanto rumore non è lieta, ma rievoca la passione e la morte di nostro Signore Gesù Cristo.

    Tra la fine dei XVI e gli inizi del XVII secolo la "Societas Sanguinis Christi", su ispirazione dei padri Gesuiti stabilitasi in città, realizzò i primi gruppi dei Misteri che andò via via affidando ai consoli delle arti e dei mestieri.

    I Gesuiti furono i grandi ispiratori della processione dei Misteri di Trapani; essi agirono attraverso due confraternite che a titolo diverso erano detentrici di antichi riti della Settimana Santa; per la realizzazione e la cura dei gruppi venne utilizzata la forza emergente dell’artigianato locale che proprio nei primi dei XVII secolo si stava riorganizzando giuridicamente. Vennero così affidati alle corporazioni delle arti, nella persona dei loro consoli annualmente eletti, i gruppi e, con concessioni perpetue ma onerose, fu affidato loro il mantenimento dei rito che andò assumendo funzione sociale e rappresentativa della comunità cittadina. Gli organizzatori laici vennero sempre più svincolandosi dall’autorità religiosa, soprattutto per la cacciata dei Gesuiti e la sempre maggiore laicizzazione dello stato, fino ad entrare in contrasto con il clero secolare. Nel dopoguerra molte situazioni si sono ricucite anche se sempre affiorano i motivi di fondo determinati dalla stessa storia dei Misteri trapanesi.

    La processione è costituita da diciotto gruppi scultorei realizzati in legno, tela e colla e dai simulacri dell’urna e dell’Addolorata. Queste due statue sono state inserite solo alla fine del Settecento per l’intervento del Senato cittadino. infatti, la Società del Sangue di Cristo e la Confraternita di San Michele si fusero nel 1646 e diedero vita a una nuova associazione intitolata Compagnia del Sangue Preziosissimo e dei Divino Michele Arcangelo; essa continuò l’opera voluta e ispirata dai Gesuiti. Dopo la loro espulsione anche la Compagnia di San Michele entrò in crisi e nel 1778 subì una scissione; di tutto questo approfittarono le maestranze che richiesero l’alto patronato dei Senato cittadino. Esse addussero la giustificazione che come associazioni di artigiani dipendevano dal Senato per tutte le loro attività associative e pertanto intendevano mettere la processione sotto l’autorità senatoriale.

    Questi fatti introdussero nella manifestazione religiosa nuovi soggetti e soprattutto due nuovi gruppi che nel tempo vennero impropriamente denominati Misteri: i simulacri di Maria e Gesù nell’urna. Così daI 1779 il Senato e la nobiltà entrarono a far parte della processione al seguito dell’Addolorata e agli antichi confrati di San Michele fu concesso di partecipare alla manifestazione con l’urna del Cristo che già era in loro possesso e serviva per i loro riti penitenziali. L’oratorio attiguo alla chiesa di San Michele dal XVIII secolo al 1943 fu la sede dei gruppi dei Misteri. Oggi i venti gruppi sono ospitati nella bella chiesa barocca dei Purgatorio.

    La processione dei Misteri di Trapani non è un fatto esclusivamente religioso, ma nella sua storia è racchiusa anche la vita economica e sociale della città. Così se categorie artigiane emergono o tramontano secondo la dinamica storica e la valenza economica dei loro mestieri, altri ceti e altri gruppi sociali emergenti si sostituiscono a quelli languenti o scomparsi. E anche se è tramontato l’artigianato con le caratteristiche che furono proprie dei secoli XVII e XVIII, i Trapanesi continuano a curare la processione ed è proprio questa che ha mantenuto in buona parte unito un ceto artigianale altrove scomparso. La città intera rimane profondamente e affettivamente legata alla processione dei Misteri che costituiscono per Trapani un patrimonio di inestimabile valore culturale, storico e artistico.