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tradizione
  • Le cene e i pani di San Giusppe
  • La grotta "Mangiapane" di Scurati

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    SALEMI

    I pani di San Giuseppe

    Questa tradizione popolare che scaturisce da un atto di devozione nei confronti del Santo, viene coltivata da tempi immemorabili. Per l'occasione tutti gli abitanti partecipano con fervore ai preparativi per la cena che iniziano una settimana prima dei giorno tanto atteso. La cena è un banchetto che i devoti offrono ad un gruppo di bambini che simboleggiano la Sacra Famiglia. Per allestirla vengono preparati, da mani esperte, i pani votivi con una notevole varietà di forma, ciascuna delle quali simboleggia elementi religiosi o legati al lavoro e alla tradizione. Una seconda fase di preparativi riguarda la costruzione di una cappella dalla struttura lignea, ricoperta di mirto e alloro, sulla quale verranno legati, insieme ad aranci e limoni, i pani. Tutto l'altare è decorato da lumi, candelabri, fiori, frutta, piatti con germogli, brocche di acqua e caraffe colme di vino. Qui vengono poggiati i pani più grossi che rappresentano i "Santi" ed i fedeli. Il giorno della festa, a mezzogiorno in punto, si invitano i "Santi" all’interno della cappella per consumare le almeno 100 ed una pietanze prepa­rate dai fedeli, tra le quali non figura la carne che non è presente nella dieta quaresimale.

     

    Il piatto per eccellenza è la pasta con la mollica spaghetti conditi con mollica, prezzemolo, olio di oliva e zucchero, che viene offerta a tutti i visitatori per devozione.

    L'arrivo di ogni pietanza è annunciato dal grido Viva San Giuseppe e seguito da rulli di tamburi o da spari di mortarettiper scongiurare la cattiva sorte. Mentre mangiano, i virgineddi (i bambini) offrono parte delle loro pietanze a tutti i visitatori.

    Durante la cena alcuni devoti fanno il giro delle case , dove sono stati allestiti gli altari per ripetere le parti di San Giuseppe, antichi monologhi in forma poetica scanditi da un ritmo ben preciso.

    Il ban­chetto si conclude con dei monologhi, detti "parti" recitati dai fedeli in onore di San Giuseppe. e vede ogni anno la parteci­pazione autentica di tutto il paese.

    Alla fine della cena i padroni di casa portano sulla tavola un grosso pane benedetto che i santi devono dividere in grossi pezzi e offrirli ai presenti.

    Secondo un'antica credenza, se i pani risultano piccoli si è certi che il raccolto dell'anno sarà scarso, se invece si tagliano a grosse fette si avrà abbondanza.