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Trapani, Provincia Naturale del VINO
Un comparto strategico: quello viticolo ed enologico
L'economia agricola e industriale del trapanese, pur presentando,
come si è detto, differenti indirizzi produttivi, è basata precipuamente
sui comparti vinicolo ed enologico, oltre che su quelli olivicolo
e orticolo: la provincia di Trapani, del resto, è unanimemente riconosciuta
come la provincia italiana viticola per eccellenza. Questa è, d'altro
canto, la terra dei Woodhouse, degli Ingham, dei Vffitaker, avveduti
imprenditori inglesi, che dalla seconda metà del Settecento, qui
impiantarono le più prestigiose aziende vinicole d'Europa. E proprio
a Giovanni Woodhouse si deve l'ideazione del Marsala, un vino bianco
dolce e liquoroso, intorno al quale crebbe un mito ancora oggi in
grado di affascinare.
In questi comparti strategici operano quasi trentamila aziende,
su un totale di poco più di quarantamila operanti nell'intero territorio
regionale, con una incidenza percentuale di circa il settanta per
cento.
L'economia del territorio provinciale ne è, perciò, rigorosamente
subordinata e in modo rilevante, poiché attorno a questo comparto
orbita un complesso sistema che annovera industrie vinicole e artigiani
bottai; esercenti di prodotti enologici e laboratori di analisi;
dipendenti e salariati di cantine e industrie. A maggior ragione,
perciò, si è avvertita l'esigenza di correggerne gli apparati, nel
convincimento che la strada da percorrere sia quella della diversificazione
produttiva e commerciale, in modo da conferire maggior "carattere"
alla vitivinicoltura trapanese e da recuperare quel patrimonio di
cultura, professionalità e tecnologia che, principalmente attraverso
il Marsala, ha diffuso una precisa immagine della provincia di Trapani
nel mondo.
Rossi, bianchi e passiti
L'industria enologica, è, del resto, la principale del comparto
alimentare: oggi, più di cinquantamila ettari di vigneto altamente
selezionato consentono, infatti, la produzione di numerosissimi
vini di alta qualità e principalmente i tre D.O.C.: il Bianco d'Alcamo,
che in pochi anni ha saputo conquistarsi i mercati di tutto il mondo
ed ha rimpiazzato quel vino ad alta gradazione alcolica che, sino
a qualche tempo fa, era esportato principalmente per il "taglio"
delle produzioni francesi e italiane; il Marsala, nelle sue diverse
versioni; il Passito di Pantelleria, la cui vinificazione è effettuata
esclusivamente sull'isola omonima. Questa ricerca di qualità ha
imposto una riduzione delle superfici coltivate che non è tuttavia
tornata a discapito della produzione: degli undici milioni di ettolitri
di vino che la Sicilia produce ben sette milioni, infatti, provengono
dalla provincia di Trapani.
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